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MILANO Per Grazia Neri e «il giorno dell'ama­rezza>>. Dopo 42 anni, schiacciata dalla crisi dell'editoria e dalla rivoluzione nel mercato delle im­magini, la storica agenzia fotografica the porta il suo nome, vivaio del reportage italiano e punto di riferimento dei grandi fotografi internazionali, da Annie Leibovitz a Herb Rifts, chiude i battenti. Il fi­glio Michele Neri (al timone da qualche anno ha comunicato ieri ai clienti the e avviata la messa in

liquidazione dell'impresa: chiuderanno gli uffici milanesi di via Maroncelli dove grandi fotorepor­ter come Giarini Berengo Gardin o Uliano Lucas trovarono aiuto e collaborazione.

L'enorme ar­chivio cartaceo sara depositato al Museo della fo­tografia di Cinisello Balsamo.

Pioggia di email affrante da tutto it mondo, ma

i numeri sono implacabili: «Nell'ultimo anno ab­biamo venduto i1 40 percento in meno». Inutili anche le ricerche di un nuovo partner. La crisi ha fat­to precipitare uno scenario di feroce concorren­za, dominato dai colossi americani Corbis e Getty che occupano il 60 per cento di un mercato reso più selvaggio dal «buffet» di Internet dove, spiega la fondatrice, “è possibile procurarsi qualsiasi fo­to per poco o niente, se non si cerca la qualità”.

Grazia Neri segue la sorte di altre celebri agen­zie,come le francesi Gamma e Sygma, scomparse o fagocitate dalle multinazionali. È il tramonto dello "spirito Magnum", delle agenzie "dalla parte dei fotografi".

Grande lettrice, Grazia Neri fondò la sua, nel 1967, per garantire agli autori il diritto alla proprietà delle immagini e a un giusto compenso, e al pubblico un'informazione visiva di qualità: nessun cedimento al gossip, scarso amore per le foto shock (rifiutò di trattare le im­magini del cadavere di Moro e di Pasolini all'obitorio).­

Ora una diga nel mare del mercato in tem­pesta crolla.

 

Michele Smargiassi

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da laRepubblica, 19 settembre 2009, pag.53

 

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